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Video di chirurgiaVideo di chirurgia, quando la sala operatoria fa share

Oltre 2.000.000 di interventi nel 2006, con un incremento del 100% in meno di dieci anni. Se gli interventi di chirurgia plastica sono diventati popolari negli USA lo si deve anche alle immagini video di chirurgia inseriti nei format televisivi di successo, molti dei quali arrivati in Italia via satellite. Qualche nome: Doctor 92010, Swan, Extreme Make–over, Nip & Tuck, senza contare i casi nazionali (ma anche questi su format di importazione) di ‘Bisturi’ e de ‘Il brutto Anatroccolo’.  

Calcolando anche le trasmissioni scientifiche di Discovery Channel ogni giorno si possono passare ore davanti al televisore, guardando riprese video di chirurgia, ovvero cosa capita in sala operatoria durante una mastoplastica o una liposuzione.

Negli Usa è già allarme per alcune tendenze pericolose che queste trasmissioni innescano nel pubblico, in particolare una corsa al ‘cambiamento totale’ ritenuta molto più semplice di come è in realtà. Una situazione che conosce bene il dott. Gianluca Campiglio, membro italiano nel consiglio dell’ASAPS (American Society for Aesthetic Plastic Surgery), la principale associazione di chirurgia plastica estetica degli USA.

Il dott Campiglio mette in guardia contro il pericolo che anche nel nostro paese si verifichi una percezione distorta degli interventi di chirurgia plastica tramite le immagini video di chirurgia: “Di per sé queste trasmissioni sono positive, anche quelle dove prevale l’elemento della fiction o nei reality come Doctor 92010, la materia è descritta in termini appropriati e in modo competente. Si può dire che contribuiscono a far giungere i pazienti più preparati, capaci di rivolgersi al chirurgo con termini adeguati e più consapevoli di quello che vorrebbero fare. Il problema è che alcuni di loro non si rendono conto che comunque la Tv offre una spettacolarizzazione di pratiche mediche e che pertanto questi programmi danno una visione della chirurgia plastica standardizzata e priva di rischi, dove tutto va sempre a buon fine nei tempi previsti. 

Ad esempio: a volte in queste trasmissioni video di chirurgia plastica si vede il paziente sottoposto a cinque, sei interventi contemporaneamente, per una durata complessiva di molte ore.  Mi auguro che le cose non siano davvero così perché una somma di interventi di quel tipo è del tutto inutile, oltre che pericolosa.  Lunghe anestesie e un numero maggiore di ferite operatorie debilitano il paziente. Per questo oggi negli Usa ci sono leggi che limitano il tipo e la combinazione degli interventi che è possibile effettuare in una sola volta. E anche in Italia la tendenza è quella di fare mini-liposuzioni ogni 15 giorni, in anestesia locale, in modo da poter intervenire in maniera graduale e andare a correggere eventuali problematiche che dovrebbero manifestarsi nel corso del tempo. Oltretutto i costi sono equiparabili. Capisco che questo tipo di interventi siano poco televisivi rispetto alle immagini video di chirurgia proposte nelle fiction e richiedano tempi lunghi per quei media, ma bisogna informare i pazienti di tutti i vantaggi”.

Pazienti che peraltro sono capaci anche di scendere nello specifico per pretendere lo stesso trattamento visto in TV. “Per esempio non è insolito di questi tempi sentirsi chiedere di inserire una protesi mammaria ad acqua dall’ombelico – spiega il dott. Campiglio -  Una richiesta che arriva direttamente dalla visione di reality di importazione USA, dove questo tipo di protesi era l’unica permessa fino a poco tempo fa, pur causando spesso gravi problemi con il passare degli anni. Oggi che anche in America si tendono a usare protesi in gel siliconico questo tipo di richiesta sarà ancora più rara.  A parte questo occorre sempre spiegare che persone diverse hanno un profilo medico diverso, tessuti diversi e tempi di recuperi diversi. Ci sono pazienti che pensano che tutto sia esattamente uguale alle immagini video di chirurgia visti nella fiction: l’intervento si svolgerà nello stesso modo visto in TV e dopo gli stessi giorni torneranno a casa.”

Perché questo tipo di informazioni siano, oltre che precise, anche obiettive, bisognerebbe proprio fare come negli USA dove le associazioni di chirurgia plastica cominciano a prodursi in proprio i programmi, facendo format specialistici con immagini video di chirurgia commentate dagli esperti.  Un modello che bisognerebbe estendere anche in Italia, con un suggerimento in più: dopo due anni dall’intervento si potrebbe andare a controllare se l’operazione ha avuto successo anche sul lungo periodo.  Del resto questo visite di controllo fanno parte del lavoro di un bravo chirurgo plastico professionista, anche se non lo si mostra in TV. 

Articolo a cura del

Dott. Gianluca Campiglio
Specialista in Chirurgia Plastica ed Estetica e Microchirurgia

 

Via Tranquillo Cremona 12
Milano
tel 334 2248160
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Link utili:

Asaps, Associazione Americana Chirurghi Plastici

 

 

 

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