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L’insufficienza venosa degli arti inferiori: un disturbo circolatorio che si puo’ prevenire

insufficienza_venosa_arti_inferiori.jpg L’insufficienza venosa degli arti inferiori è una patologia che colpisce principalmente donne in età matura; essa è caratterizzata da un’inversione nella direzione seguita dal flusso sanguigno venoso. Tra i fattori scatenanti troviamo l’ereditarietà, l’obesità e la sedentarietà e una smodata esposizione al sole. Vediamo quali sono le cause, i sintomi e i tipi di trattamento preventivo e curativo della patologia.

 


Insufficienza venosa arti inferiori: che cosa è e quali sono le cause
L’insufficienza venosa degli arti inferiori è un disturbo circolatorio caratterizzato da un’inversione nella direzione del flusso sanguigno: il deterioramento delle valvole venose o la progressiva dilatazione delle pareti venose determinano un’incapacità delle vene di guidare il sangue venoso dagli arti inferiori verso il cuore. Di conseguenza, il flusso sanguigno segue la direzione inversa: dal sistema venoso profondo a quello superficiale.
L’insufficienza venosa degli arti inferiori colpisce il 20% della popolazione ed interessa prevalentemente il sesso femminile in una fascia di età compresa tra i 45 e i 65 anni.
La patologia puo’ causare complicazioni più o meno gravi: da emorroidi, capillari e varici fino a trombosi venose profonde.

Insufficienza venosa arti inferiori: fattori di rischio
Tra i principali fattori d’insorgenza vi è quello ereditario, ovvero una familiarità alla compromissione delle valvole. Anche uno scorretto stile di vita puo‘ aumentare il rischio: sedentarietà, obesità, fumo ed esposizione non corretta ai raggi solari sono tutti fattori predisponenti. E’ utile sapere inoltre che durante la gravidanza le variazioni ormonali e del peso corporeo possono determinare un affaticamento del sistema circolatorio e un deterioramento delle valvole venose. Per quanto riguarda i medicinali, le pillole anticoncezionali e alcuni farmaci indicati per regolarizzare la pressione arteriosa causano gonfiore degli arti inferiori.

Insufficienza venosa arti inferiori: sintomi
Il sintomo principale con cui la patologia si manifesta in una prima fase è una sensazione di pesantezza e gonfiore alle gambe, la dilatazione dei capillari e la formazione di edemi molli alle caviglie o sul dorso del piede, specialmente durante la fase pre-mestruale o la stagione estiva.
In alcuni casi possono manifestarsi crampi notturni e varici. Il quadro sintomatologico che caratterizza la patologia nella fase avanzata comprende: sensazione di calore e dolore degli arti inferiori; gli edemi localizzati in questa parte del corpo si riducono solo parzialmente durante la notte e la dilatazione varicosa è evidente. Il paziente riferisce sintomi quali sensazione di affanno, dolore al torace, febbre; in alcuni casi puo’ verificarsi una tromboflebite.

Insufficienza venosa arti inferiori: diagnosi
Ad una prima diagnosi clinica, comprendente la visita del medico generico e la consulenza di uno specialista in chirurgia vascolare, segue la diagnosi strumentale, che si attua con la visita angiologia e l’ecocolordoppler. La prima definisce la gravità e l’estensione dell’insufficienza venosa, mentre l’ecocolordoppler, che deve essere eseguito da un chirurgo vascolare, permette di valutare, attraverso l'utilizzazione di una sonda che emette ultrasuoni, la morfologia dei vasi sanguigni, evidenziando l’eventuale presenza di trombi, malformazioni o restringimenti di arterie e vene. Dai risultati dell’esame vengono tratte indicazioni in merito alla terapia.

Insufficienza venosa arti inferiori: terapia
Il trattamento della patologia comprende la terapia elastocompressiva, la terapia farmacologica, e, nei casi più gravi, chirurgica.
Terapia elastocompressiva
La terapia conservativa è utile sia per prevenire che per curare l’ insufficienza venosa, rappresentando un trattamento che anticipa, accompagna e segue qualsiasi terapia prescritta. L’elasto-compressione induce un aumento della velocità del flusso sanguigno e un miglioramento dell’attività valvolare,  favorendo il ritorno del sangue verso il cuore.
Si utilizzano in questo trattamento diversi tipi di tutori: calze e bende elastiche in cotone e materiale sintetico di vario tipo, la cui forza di compressione puo’ essere di vari gradi.
Le calze esercitano una compressione graduata, maggiore sulla caviglia e progressivamente inferiore salendo verso il ginocchio e la coscia.
Terapia farmacologica
Questo tipo di terapia agisce sulle manifestazioni e i sintomi della patologia, quali la formazione di edemi e la degenerazione della membrana che riveste capillari e vene (endotelio capillare).
Vengono prescritti farmaci antinfiammatori non steroidei, diuretici,  capillaro protettori e vasodilatatori. Sono inoltre indicati integratori a base di vitamine (Vitamina C e vitamina P, che proteggono e rinforzano le pareti capillari) e flavonoidi, che esercitano un’azione benefica sui capillari e le piccole vene.
Terapia chirurgica
Rappresenta la terapia più indicata solo in casi gravi, caratterizzati da compresenza di flebiti o flebotrombosi tendenti a recidivare.
Tra gli interventi chirurgici di asportazione, quello generalmente eseguito è la safenectomia, consistente nell’asportazione della vena grande safena varicosa. L’intervento, in one-day surgery, è mini-invasivo e prevede un’anestesia a livello loco-regionale.
In uno stadio iniziale puo’ essere eseguita una flebectomia, al fine di eliminare il vaso compromesso dalla varice.
Insufficienza venosa arti inferiori: prevenzione
L’uso di presidi quali calze elastiche è fondamentale non solo nella cura, ma anche nella prevenzione di tutte le patologie venose, in quanto ostacola la comparsa degli edemi specialmente in coloro che per motivi di lavoro rimangono in piedi a lungo.
E’ inoltre opportuno adottare un sano stile di vita, caratterizzato dall’astensione dal fumo, dall’adozione di un’alimentazione corretta e dal mantenimento del peso forma.
E’ importante anche praticare regolarmente attività fisica: nuoto, jogging e lunghe camminate favoriscono la circolazione. Al contrario, sono sconsigliati in caso di insufficienza venosa sport quali aerobica, tennis ed equitazione.
Alla sera sono particolarmente indicati delicati massaggi dal basso verso l’alto per circa 15 minuti.
Durante il riposo notturno, è consigliabile tenere gli arti inferiori sollevati di circa 15 centimetri.
Anche le calzature indossate possono aiutare a prevenire il problema: è consigliabile evitare di calzare scarpe scomode, come gli zoccoli, o con tacco troppo alto o troppo basso, e prediligere scarpe a pianta larga con tacco di 2-3 centimetri.
Allo stesso modo, è opportuno evitare di rimanere seduti o fermi in piedi a lungo; se non è possibile farne a meno, effettuare  periodicamente esercizi di sollevamento sulle punte.
Durante i lunghi viaggi in auto è utile sedersi sul sedile posteriore, in modo da avere la possibilità di allungare di quando in quando le gambe, e fermarsi ogni tanto per una breve camminata.
E’ infine importante evitare esposizione diretta al calore, che causa vasodilatazione e stasi venosa. Puo’ essere invece di aiuto in estate camminare nell’ acqua di mare immersi fino alle cosce.

Visita angiologica

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