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Sei in Dietologia » Rilievo » Fibra alimentare: un aiuto contro diabete e obesita
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Le fibre possiedono funzioni preziose per una buona salute e sono un valido alleato contro l’obesità 

 

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 Le fibre alimentari appartengono al gruppo dei carboidrati, ma a causa della loro struttura non sono assimilabili dall'intestino umano, dunque il loro consumo non grava sul bilancio calorico della dieta. Esistono due grandi gruppi di fibre: idrosolubili e non idrosolubili. Quest’ultime non vengono assorbite dal nostro organismo e la gran parte della loro funzione è quella di rendere più regolare l’intestino. Invece, per quanto riguarda le fibre solubili una parte viene assimilata dai batteri “buoni” dell’ntestino che aiutano l'assorbimento dei nutrienti dei cibi.


 

Le fibre presentano delle funzioni  fondamentali per una buona salute. Non essendo riconosciute come sostanze utilizzabili tendono ad essere espulse dall'intestino stesso, ne consegue un traffico intestinale velocizzato e un minor assorbimento dei principi nutrizionali, ovvero meno calorie. 

 

L’utilità della fibra alimentare nella prevenzione e nella cura dell’obesità e del diabete è ormai consolidata dalla moderna dietologia. Alimenti come frutta, cereali integrali e ortaggi come il cavolo o i fagioli sono ricchi delle  cosiddette “fibre fermentabili”. Tali fibre non possono essere digerite direttamente dall’intestino ma vengono fermentate dai batteri intestinali in acidi grassi a catena corta, come il propionato e il butirrato i quali vengono assimilati dal nostro organismo.

 

Recentemente un  team franco-svedese del CNRS, Inserm e della Université Claude Bernard Lyon 1 è riuscito a chiarire i meccanismi dell'intestino e dei suoi microrganismi associati al controllo della glicemia. 

 

Lo studio, pubblicato sulla rivista Cell, si è focalizzato sulla capacità della parete intestinale di  produrre glucosio. L’intestino è infatti  in grado di sintetizzare questo zucchero rilasciandolo poi nel flusso sanguigno. Il glucosio viene poi rilevato dai nervi nelle pareti della vena porta che inviano un segnale nervoso al cervello, attivando una serie di processi con effetto ipoglicemizzante: ovvero si riduce sensazione di fame, viene stimolato il dispendio energetico basale, e inibita la sintesi del glucosio da parte del fegato.

 

I ricercatori hanno sottoposto modelli  murino a diete arricchite con fibre fermentabili, o con propionato e butirrato. I risultati hanno dimostrato un forte induzione dell’espressione dei geni e degli enzimi responsabili della sintesi del glucosio a livello intestinale. I topi nutriti un dieta integrata di fibre, sono diventati meno grassi rispetto ai topi di controllo e sono risultati essere più protetti dal rischio diabete grazie ad un aumento significativo della sensibilità all’insulina.

 

La ricerca dimostra l’importanza dell’intestino e del relativo microbiota nella regolazione metabolismo del glucosio che potrebbe rappresentare la base per nuove linee guida nutrizionali e per la individuazione di nuove terapie per prevenire o curare diabete e obesità.

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