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Bellezza mentaleLe ragioni del Bello in un libro: La Mente Estetica

Cos'è la bellezza? Come si è evoluta nel tempo? Oggi cosa vuol dire bellezza e cosa contraddistingue nella nostra epoca un corpo o un viso bello? Qual è il ruolo della chirurgia estetica sulla bellezza? Lo illustra efficacemente nel libro La Mente Estetica il Dr. Giuseppe Polipo: medico, psicoterapeuta, esperto e consulente in medicina estetica, relatore in congressi ed eventi che hanno in comune i temi della bellezza, del benessere e della comunicazione.

Cosa unisce una canzone dei Beatles al calendario di una pin-up? La teoria della relatività ad un’opera di Stravinskij?

Dai neuroni specchio alle proporzioni del Partenone, dalla psiconeuroendocrinoimmunologia alla medicina estetica e alla meditazione, questo libro traccia un percorso  multidisciplinare alla ricerca della fonte da cui scaturiscono la percezione della bellezza e il benessere. E’ tempo, infatti, di guardare con occhi nuovi la bellezza e il benessere. Oggi le nuove tecniche  neuro-diagnostiche stanno facendo luce sui meccanismi della percezione estetica e può essere utile  integrare queste  conoscenze nell’esperienza quotidiana. Oltre ogni differenza di razza, cultura o età, il bello è infatti in grado di acuire la nostra attenzione e, con la sua promessa di felicità, dimostrarci le cose per come potrebbero essere. Tuttavia l’estetica del corpo sta dimenticando la mente che, sempre più frammentata e indifesa,  è rimasta indietro. Mai come adesso il culto del fisico e i riti e i miti dell’apparenza hanno avuto un impatto sociale così rilevante, relegando la psiche ad un ruolo secondario e accessorio. C’è allora la necessità di una nuova ecologia della mente che porti alla vivificazione dei sensi attraverso una profonda selezione  e consapevolezza sensoriale. La Bellezza infatti si serve dell’apparenza solo per invitarci a sperimentare più coinvolgimento e intimità, e ci sfida continuamente a metterci in gioco per farne esperienza diretta. In questa capacità di lasciarsi “folgorare” dal bello, la mente umana  può trovare la sintesi tra contemplazione, partecipazione emotiva, illuminazione interiore e superamento della propria solitudine. Non ci resta allora che accordare gli strumenti sensoriali e prepararci ad un viaggio verso la più enigmatica delle esperienze:  quel “vuoto” e quel “lampo di meraviglia” presupposti indispensabili per un incontro indimenticabile con la bellezza autentica della nostra mente estetica.


Tutto il corpo pensa, per citare l'introduzione del libro. Cosa vuol dire?

Tutti pensiamo di sapere che cosa sia un corpo o un viso “bello”. I risultati forniti dalla ricerca scientifica suggeriscono però che il giudizio estetico non possa essere considerato un processo semplice. Questo spiega perché finora non è stato possibile definire e classificare la bellezza in modo univoco. Sino a una ventina di anni fa termini come  mente, emozione, coscienza erano ritenuti interpretazioni soggettive e per questo trattati come concetti estranei alla scienza. Oggi sappiamo che i sistemi psichico, nervoso, endocrino e immunologico sono uniti e attraverso un codice comune, permettono la percezione di una realtà organizzata e coerente. Il modello cartesiano, secondo il quale l’uomo è una macchina biologica, è stato scardinato e nuove discipline come la P.N.E.I. stanno trasformando radicalmente il modo di concepire il funzionamento del cervello. Sono state scoperte molecole (neuropeptidi) che trasmettono non solo segnali chimici e metabolici, ma anche e soprattutto messaggi psicofisici che armonizzano pensiero, coscienza ed emozioni, allo scopo di adattare l’organismo all’ambiente che ci circonda. Il modello di un cervello on-off, attivabile come un elettrodomestico, si è rivelato sbagliato ed è stato soppiantato da quello più complesso della neuromodulazione che ammette diversi livelli di attivazione nella comunicazione tra le cellule nervose. Emozioni e sentimenti, anche quelli più sfumati e complessi, sono possibili e diventano coscienti per l’intervento di specifici messaggeri chimici che sono stati rinvenuti in ogni parte dell’organismo e non solo nel sistema nervoso. Questo significa che tutto il corpo “pensa” e contribuisce a elaborare strategie per il benessere globale dell’organismo. Qualunque fenomeno biologico è dunque psicofisico e l’essere umano può finalmente essere visto, più realisticamente, come un flusso di energia e informazioni le cui leggi sono ancora in gran parte da scoprire. Da queste valutazioni nasce l’idea di affermare la necessità di una percezione estetica riferita a un nuovo paradigma del “bell’essere” psichico: se l’estetica del corpo, resa sempre più evoluta dal progresso tecnologico, non tenesse in alcun conto della necessità di una mente altrettanto orientata al bello, il culto dell’apparenza fisica potrebbe paradossalmente essere fonte di squilibrio, insoddisfazione e sofferenza. Sotto i riflettori del miraggio dell’eterna giovinezza e di fronte ad un corpo sempre più standard e protesico, c’è bisogno di affiancare un’estetica della mente capace di fare risaltare l’importanza del vissuto e della percezione individuale. Lottare contro il tempo con le moderne terapie anti-età può rivelarsi inutile e frustrante, se non si educa la mente a trovare quella misura psicologica in cui fascino e personalità si fondono al servizio di una bellezza consapevole, raggiungibile e sostenibile.


Per contatti:
Dott. GIUSEPPE POLIPO
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